Che cosa c'è dietro la guerriglia delle arance di Rosarno (che non finisce lì)
“Non ci può essere la guerra il giorno prima, e poi la pace”, ha detto venerdì notte un ispettore di Polizia accendendosi una sigaretta di fronte al municipio di Rosarno, in attesa che arrivassero i rinforzi dalla Sicilia e dalla Campania per sedare la guerriglia degli immigrati e le rappresaglie dei cittadini. Nonostante le agenzie già battessero i primi lanci intonati alla “ritrovata calma” per le strade della cittadina, le forze dell’ordine non sembravano del tutto tranquille. Leggi Il cuore in mano, l'editoriale di Giuliano Ferrara
